Il muro di San Faustino

 

Il Muro di San Faustino
Laboratorio di murales per ragazzi e ragazze dai 13 ai 18 anni con EricailCane e Bastardilla.
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A novembre verrà festeggiato in tutto il mondo il trentennale della caduta del muro di Berlino, il
giorno in cui alla televisione vedemmo i tedeschi dell’est che si riversavano nel “nostro” mondo con
l’esultanza e lo stupore dei bambini allo stadio. Qualche ora dopo sarebbero diventate celebri le
immagini degli uomini e delle donne che demolivano quel muro portante di un’epoca appena
conclusa, con tutto il suo carico di violenza e disumanità. Finalmente, si disse. Se non fosse che
oggi, a trent’anni di distanza, i muri nel mondo sono quadruplicati. Così, da simbolo di liberazione e
di giustizia, quelle immagini rischiano di slittare in un campo di significati meno entusiasmanti,
quasi a consacrare la differenza tra un muro e l’altro, che poi è il differente peso specifico delle vite
che i muri servono tuttora a separare. Se davvero la portata di quanto accadde nel novembre del
1989 si pretende universale, dunque, il muro di Berlino non ha ancora smesso di cadere.
Le immagini più pertinenti diverranno allora quelle non meno celebri di Mstislav Rostropovič che la
sera del 10 novembre sistema una seggiola in mezzo alla folla e inizia a suonare il violoncello. Il
muro è ancora lì, appunto, ma intorno al profilo commosso di quel vecchio esule è il groviglio di
scritte, di tag, di figure e di lunghe crepe che ne esce vittorioso come un urlo che da tempo ne
contesta la costruzione, poliziesca a totalitaria.
La lunga storia della Polisportiva San Faustino è carica di simboli e messaggi di apertura,
solidarietà e condivisione – ed è sull’immagine di quel numero che crolla che quest’anno vuole
riaprire le sue porte alla comunità nel giorno di Open day in occasione del suo 94° compleanno.
Quello che si cela dietro a queste immagine storiche ma mai superate è la strada maestra che la
Polisportiva ha sempre perseguito e che l’ha portata ad essere il centro polivalente di un
nonpoicosìnuovo modo di pensare il quartiere: un luogo partecipato, volontario, propenso alla
sensibilità e alle azioni a favore dell’ambiente. Una realtà esistente fatta di solidarietà,
condivisione e comprensione con la speranza che le nuove generazioni possano crescere
superando l’idea di differenza a favore di un maggior comprensione e accettazione dell’altro.
E se sono proprio le scritte di quel muro – coperte di murales e graffiti – ad essere entrate nella
memoria collettiva come simbolo di apertura e libertà d’espressione, allora quest’anno, a
Modena, la Polisportiva vuole aprire un suo muro ai giovani perché diventi palestra educativa
legata hai principi di giustizia ed equità, aperto a tutti quanti abbiano bisogno di dire la loro.
Sotto la guida di 2 tra i maggiori artisti a livello internazionale EricailCane e Bastardilla – il 20 /
21/22 Settembre la lunga parete del retro di San Faustino in un laboratorio a cielo aperto che si
interrogherà sul significato di un muro.
Il laboratorio è aperto a ragazzi e ragazze dai 13 ai 18 anni – fino ad un massimo di 12
persone.
Per info e iscrizioni:
SMS, telefonate o wathsapp al 3204917723 o via Facebook https://www.facebook.com/
cinzia.ascari.33/
Il Muro di San Faustino
Laboratorio per ragazzi e ragazze di murales con EricailCane e Barstardilla.
20 /21/22 Settembre – dalle ore 15:00 alle 19:00.
Il laboratorio è aperto a ragazzi e ragazze dai 13 ai 18 anni – fino ad un massimo di 12 iscritti.
Per info e iscrizioni:
SMS, telefonate o whatsapp al 3204917723 o via Facebook https://www.facebook.com/cinzia.ascari.33/
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Ericailcane a Modena è un nome che non ha bisogno di presentazioni: numerosi sono stati i suoi
interventi in città dei quali il più famoso rimane uno dei primi suoi lavori realizzati a quattro mani
con Blu (l’enorme piovra pigliatutto targata Italia 2001) o il sottopasso di via Cialdini, un muro
denso di significati e contraddizioni che incanta lo sguardo perché parla una lingua comune e ci
chiede: siamo forse noi gli artefici del nostro destino?
E’ uno dei primissimi lavori realizzati con Bastardilla, sua compagna.
Sudamericana di Bogotà – è una delle poche, pochissime donne divenuta famosa a livello
internazionale nell’ambito della street art – e più specificatamente in quel movimento che oggi si
va definendo come Nuovo muralismo.
Le fonti di ispirazione principale dei sui soggetti sono la percezione e la condizione femminile nel
mondo. Le piace raccontare, attraverso le sue opere, la forza delle donne.
La storia di entrambi, intrisa di impegno politico e sociale, vuole rimarcare l’intento impegnato,
attento e attivo dell’iniziativa, oltre che culturale.